Capire · Perché trema
Perché una scossa si sente: profondità, distanza, terreno, edifici
Testo rivisto il 5 novembre 2026 · dati sismici al 5 novembre 2026, 10:25
Perché nascono vicine. Le scosse dei Campi Flegrei avvengono nei primi chilometri sotto i piedi: fra quelle di magnitudo 1,0 o più dell'ultimo anno (il grafico qui sotto) la profondità mediana è di 2,3 km, e 87% sono localizzate entro 3 km. Un'onda che parte così vicino arriva in superficie con poca strada per attenuarsi: per questo una magnitudo che altrove passerebbe inosservata, qui si avverte.
Epicentro e ipocentro
Un terremoto comincia in un punto preciso sottoterra, dove la roccia si rompe: l'ipocentro. Il punto della superficie che gli sta esattamente sopra è l'epicentro. Sulla mappa si disegna l'epicentro, ma una delle distanze che contano per quello che si sente è quella dall'ipocentro: la profondità ne fa parte.
Un esempio con i numeri tondi: chi sta proprio sull'epicentro di una scossa a 2 km di profondità ha la sorgente a 2 km; chi sta a 2 km di distanza in orizzontale ce l'ha a circa 2,8 km. Per una scossa a 10 km di profondità le stesse due persone sarebbero a 10 e a 10,2 km: quasi uguali. A parità di magnitudo e di altre condizioni, una sorgente più superficiale può scuotere di più vicino all'epicentro, e su un'area più piccola. Lo scuotimento dipende anche da come si propagano le onde, dal terreno e dagli edifici.
Quanto sono profonde, davvero
I numeri del grafico
| Profondità | Scosse |
|---|---|
| 0–0,5 km | 15 |
| 0,5–1 km | 31 |
| 1–1,5 km | 42 |
| 1,5–2 km | 67 |
| 2–2,5 km | 83 |
| 2,5–3 km | 121 |
| 3–3,5 km | 12 |
| 3,5–4 km | 23 |
| 4–4,5 km | 9 |
| 4,5–5 km | 8 |
| 5–5,5 km | 0 |
| 5,5–6 km | 0 |
| oltre 6 km | 1 |
L'Osservatorio Vesuviano descrive lo stesso quadro: nella zona centrale della caldera i terremoti hanno «profondità solitamente inferiori ai 3.5 km», quelli registrati a mare «profondità maggiori, fino a 4.5-5 km». La profondità è misurata dal livello del mare, e ogni localizzazione ha il suo margine d'incertezza: le singole barre non vanno lette al metro.
La stessa magnitudo, scosse molto diverse
La magnitudo descrive la dimensione del terremoto alla sorgente; scale e metodi diversi possono darne stime un po' diverse. Quello che si sente in un posto è un'altra cosa, l'intensità: gli effetti osservati su persone, edifici e ambiente. Dipende da almeno quattro fattori:
- la distanza dall'ipocentro, profondità compresa;
- la magnitudo;
- il terreno: su depositi soffici e incoerenti le onde si amplificano, sulla roccia compatta meno — due case nella stessa via possono sentire scosse diverse;
- l'edificio e il piano: l'edificio modifica il movimento che riceve dal terreno, e ai piani superiori l'oscillazione può essere più evidente, secondo la struttura e la scossa. Anche chi è fermo, di notte, avverte scosse che di giorno, in movimento, sfuggono.
L'Osservatorio Vesuviano porta un esempio misurato. Due scosse della stessa magnitudo, Md 4,6: il 13 marzo 2025 tre stazioni entro circa 1,5 km dall'epicentro hanno registrato un'accelerazione di picco del suolo (PGA) superiore a 0,6 g; il 30 giugno 2025 i valori sono rimasti sotto 0,1 g, perché la scossa era più profonda e in una posizione diversa rispetto alle stazioni. È una differenza di oltre sei volte nella PGA a parità di magnitudo — non un confronto diretto fra danni o fra ciò che hanno sentito le persone. E i valori più alti osservati finora, avverte l'Osservatorio, «non rappresentano un limite superiore» per l'area.
Il boato
Molti, ai Campi Flegrei, raccontano un rumore sordo che precede o accompagna la scossa. Il passaggio delle onde sismiche può generare un suono udibile, soprattutto vicino all'epicentro, e il boato può arrivare prima dello scuotimento più evidente, perché le prime onde producono suono senza essere avvertite chiaramente come movimento. Sentirlo, da solo, non permette di stimare la magnitudo né i danni.
Sulla mappa
Nella mappa delle scosse ogni evento porta magnitudo e profondità, e se hai salvato un punto «casa» anche la distanza da lì, calcolata sul tuo telefono. È la distanza dall'epicentro, misurata in superficie: non comprende la profondità. Quella dall'ipocentro si ottiene combinando le due, come nell'esempio più sopra.
Fonti
- INGV–Osservatorio Vesuviano — Comprendere i Campi Flegrei (domande e risposte: profondità, accelerazioni)
- Dipartimento della Protezione Civile — L'attuale crisi (sismicità 2023–2026)
- INGV–Osservatorio Vesuviano — Il terremoto Md 4.7 del 31 luglio 2026: cosa ci racconta la rete accelerometrica urbana
- INGV Terremoti — Il rumore del terremoto
- INGV — Lista terremoti (localizzazioni e profondità)