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Capire · I Campi Flegrei e il bradisismo

Cos'è il bradisismo ai Campi Flegrei

Testo rivisto il 5 novembre 2026 · grafico storico: fonti e date in didascalia

Il bradisismo è il lento alzarsi e abbassarsi del suolo. Ai Campi Flegrei succede da secoli, con fasi di abbassamento lente e fasi di sollevamento più rapide, e sono queste ultime ad accompagnarsi ai terremoti. Dal 2005 il suolo è in salita: a fine luglio 2026, al Rione Terra di Pozzuoli, dove si alza di più, era circa 167,5 cm più in alto di allora, secondo la Protezione Civile.

La parola

Viene dal greco bradýs, lento, e seismós, scossa. Qui indica una deformazione del suolo che si svolge su tempi molto più lunghi di una scossa: si misura in centimetri al mese, non in secondi. La Protezione Civile lo descrive così: una deformazione del suolo con «fasi di lento abbassamento, alternate a fasi di sollevamento più rapido», queste ultime «accompagnate generalmente da terremoti superficiali e di bassa magnitudo».

Deformazioni del suolo di questo tipo si osservano anche in altre caldere del mondo, come Long Valley in California e Rabaul in Papua Nuova Guinea, ciascuna con caratteristiche proprie. Ai Campi Flegrei il punto in cui il suolo si muove di più è Pozzuoli.

Su e giù da duemila anni

Il primo strumento di misura è romano. Le colonne del Serapeo di Pozzuoli, un mercato del I–II secolo d.C. noto anche come Tempio di Serapide, conservano a varie altezze i fori scavati da molluschi marini: quelle parti delle colonne sono state sommerse dal mare, e poi il suolo le ha riportate fuori. Dal primo Ottocento si osservano le rovine, dal 1905 si fanno livellazioni, negli ultimi decenni misure satellitari (GPS e interferometria).

Le fasi del bradisismo ai Campi Flegrei dal 1905Sollevamento o abbassamento complessivo del suolo per ciascuna fase, in centimetri.← giùsu →cm per fase1905–1945−1001945–1953>501968–1972+1771972–1982−211982–1984+1791985–2004−942005–lug. 2026+167,5
Movimento complessivo del suolo in ciascuna fase, in centimetri, come lo riportano Regione Campania (fasi dal 1905 al 2004, misurate al Serapeo e nell'area di massima deformazione) e Protezione Civile (fase attuale, Rione Terra, dato a fine luglio 2026). Le barre non sono in scala di tempo: una fase di due anni e una di venti hanno la stessa altezza. Per il 1945–1953 la fonte dice «oltre 50 cm»: la barra è il minimo.
I numeri del grafico
FaseMovimentoFonte
1905–1945−100 cmRegione Campania
1945–1953>50 cmRegione Campania
1968–1972+177 cmRegione Campania
1972–1982−21 cmRegione Campania
1982–1984+179 cmRegione Campania
1985–2004−94 cmRegione Campania
2005–lug. 2026+167,5 cmProtezione Civile

Il grafico mette in fila le fasi così come le riportano Regione Campania e Protezione Civile. Non è una curva continua: i punti di misura non sono sempre gli stessi (il Serapeo per le fasi più antiche, il Rione Terra per quella attuale), e ogni barra è il movimento complessivo di una fase, non la sua forma.

Perché succede: cosa si osserva e cosa si interpreta

Qui conviene separare due cose che spesso si confondono.

Si osserva, con le reti di monitoraggio dell'INGV–Osservatorio Vesuviano: il suolo che si deforma (stazioni GNSS, livellazioni, satelliti), i terremoti, e i gas che escono dalle fumarole della Solfatara e di Pisciarelli, con la loro composizione e temperatura.

Si interpreta, mettendo insieme quelle misure. Sotto la caldera circolano acqua e gas caldi, nel cosiddetto sistema idrotermale. Fra i modelli studiati, l'apporto di calore e di fluidi di origine magmatica può aumentare temperatura e pressione nel sottosuolo, contribuendo a deformare il suolo e a rompere le rocce più fragili: sono i terremoti. Quanto pesi ciascuno di questi processi è ancora oggetto di ricerca. L'INGV ricorda che «i terremoti registrano il punto in cui la roccia fragile si rompe, non necessariamente la posizione del magma».

Sul peso del magma in questa crisi c'è una valutazione istituzionale, citata dalla Protezione Civile: secondo la Commissione Grandi Rischi «l'insieme dei risultati scientifici rafforza l'evidenza della presenza di magma in profondità quale causa scatenante dell'attuale crisi bradisismica», e, «in assenza di evidenze di risalita magmatica», il livello di allerta per il rischio vulcanico è stato confermato giallo. La pagina della Protezione Civile, aggiornata a luglio 2026, riporta le due valutazioni insieme: il ruolo del magma profondo nell'origine della crisi, e la mancanza di evidenze di risalita magmatica su cui si è basata la conferma dell'allerta gialla. Per lo stato attuale fa fede la Protezione Civile.

Chi dice cosaLe misure e la loro interpretazione sono dell'INGV–Osservatorio Vesuviano; la valutazione del rischio è della Commissione Grandi Rischi; il livello di allerta lo stabilisce il Dipartimento della Protezione Civile. zonarossa.it riporta e collega, non valuta.

Sollevamento e terremoti: insieme, ma non giorno per giorno

Le scosse flegree arrivano nelle fasi di salita: è il legame che si vede su anni e decenni. Su tempi brevi no. L'Osservatorio Vesuviano lo scrive esplicitamente: periodi con molti terremoti e sciami «possono alternarsi a intervalli di relativa tranquillità, anche in presenza di un sollevamento del suolo che continua nel tempo».

Due conseguenze pratiche, sempre dalle risposte dell'Osservatorio:

Come cambia la velocità di sollevamento

La velocità cambia nel tempo. Secondo la Protezione Civile (pagina aggiornata a luglio 2026), in alcuni periodi della fase attuale ha superato i 30 mm al mese, per poi tornare su valori più contenuti, in genere intorno ai 20 mm al mese o meno. Il dato mese per mese, trascritto dai bollettini dell'Osservatorio Vesuviano, sta nella pagina Sollevamento del suolo a Pozzuoli, con il metodo e i suoi limiti. Una curva di sollevamento non si prolunga: dove andrà il suolo nei prossimi mesi non lo dice la forma della curva.

Le crisi del passato, in breve

Le date delle crisi non sono scritte ovunque allo stesso modo: la Regione fa partire la seconda nel 1968, l'INGV la indica come 1969–72. Qui si seguono i numeri della Regione Campania.

Fonti

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Le guide di «Capire» sono scritte da zonarossa.it a partire dalle fonti citate in ciascuna. Fonti e date sono indicate accanto a ogni grafico; quelli costruiti sui dati sismici sono elaborazioni nostre dei dati INGV (CC BY 4.0) e si aggiornano con loro. Non sono comunicazioni dell'INGV né della Protezione Civile. Questo sito è indipendente, informa e non emette allerte: in caso di emergenza segui la Protezione Civile e il tuo Comune. Note legali e privacy.